Scritto da 5:32 pm In Evidenza, Informazione, Salute

Che cosa è il COVID-19?

NB: le informazionei che seguono sono tratte dal sito del Ministero della Salute (http://www.salute.gov.it/) e dal sito di SkyTG24 (https://tg24.sky.it/)

Il COVID-19 è il nome dato alla malattia provocata dal SARS-Cov-2, come le altre malattie infettive respiratorie, può causare sia sintomi più lievi come raffreddore, mal di gola, tosse e febbre, sia sintomi più severi come la polmonite e difficoltà respiratorie. Raramente tale virus è fatale.
L’11 febbraio 2020, il direttore dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha annunciato il nome ufficiale della malattia derivate dal SARS-Cov-2. Queste le parole dette durante l’ultima conferenza stampa tenutasi presso la sede dell’agenzia a Ginevra: “Abbiamo dovuto trovare un nome che non si riferisse a una posizione geografica, a un animale, o a un individuo o un gruppo di persone. Un nome che sia anche pronunciabile e correlato alla malattia. Avere un nome è importante per impedire l’uso di altri sostantivi che possono essere inaccurati o stigmatizzanti”, ha aggiunto Tedros. “Ci fornisce anche un formato standard da utilizzare per eventuali futuri focolai di coronavirus”. Il nome ufficiale, quindi, non è casuale, infatti, “Co” sta per corona, “Vi” per virus e “D” per “disease” (malattia in italiano) e “19” sta per l’anno di scoperta. “Alcuni nomi di malattie hanno provocato un contraccolpo contro membri di particolari comunità religiose o etniche e creato barriere ingiustificate ai viaggi, al commercio e innescato inutili macellazioni di animali alimentari”. Proprio per questo motivo il nome del nuovo coronavirus è breve e descrittivo e non include località geografiche, nomi di persone, animali né riferimenti a una particolare cultura o industria.

(Fonte OMS)

In genere i sintomi del COVID-19 hanno un inizio lento e lieve, tanto che, alcune persone possono contrarre il virus e non presentare né sintomi né malessere. Benché i sintomi della normale influenza e del nuovo Coronavirus sono simili, tuttavia, sono causati da virus diversi, pertanto, in caso di sospetto di Coronavirus, è necessario effettuare esami di laboratorio adeguati per confermare la diagnosi.

Come spiegato nei precedenti articoli, il nuovo Coronavirus, come tutti glie altri Coronavirus, può essere trasmesso da persona a persona di solito dopo un contatto stretto con un paziente infetto.
Le goccioline del respiro delle persone infette sono la via primaria di contagio, esse si possono diffondere nell’ambiente circostante attraverso:

  • la saliva, la tosse e gli starnuti;
  • i contatti diretti personali;
  • le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi.

In casi rari il contagio può avvenire attraverso contaminazione fecale.
Generalmente le malattie respiratorie non si trasmettono attraverso gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto fra alimenti crudi e cotti. Inoltre le malattie respiratorie non si trasmettono nemmeno attraverso le superfici, ma è comunque consigliato rispettare le buone norme igieniche pulendo accuratamente le superfici che più si utilizzano come per esempio la scrivania, i piani della cucina, il tavolo da pranzo e persino lo smartphone.
Studi sono in corso per comprendere meglio le modalità di trasmissione del virus.

Il nuovo Coronavirus colpisce maggiormente le persone anziane e quelle persone con malattie pre-esistenti, quali diabete e malattie cardiache. Inoltre, possono essere a rischio infezione. le persone che vivono o che hanno viaggiato nelle aree infette dal nuovo Coronavirus.

I sintomi di una persona affetta da un Coronavirus possono essere diversi a seconda del tipo di virus contratto, ma comunque i più comuni includono:

  • Difficoltà respiratorie;
  • Febbre;
  • Tosse;
  • Respiro corto.
  • Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino morte.

Il nuovo Coronavirus ha un periodo di incubazione che varia da una media di 3 e 7 giorni fino a un periodo massimo di 14 giorni.

Fino ad oggi non è disponibile un vaccino contro il nuovo coronavirus SARS-CoV-2, un vaccino diventa disponibile solo dopo un processo di sviluppo che può richiedere diversi anni.

(Visited 1.326 times, 1 visits today)
Chiudi